Quantcast
Andrea Matteucci, il “Mostro di Aosta”: quattro omicidi
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Andrea Matteucci, il “Mostro di Aosta”: quattro omicidi e una scia di orrore lunga quindici anni

Polizia

La storia di Andrea Matteucci, il serial killer noto come il Mostro di Aosta: dagli omicidi tra il 1980 e il 1995 alla condanna definitiva e alla fine della pena.

Andrea Matteucci è passato alla cronaca come il Mostro di Aosta, uno dei casi più inquietanti della storia criminale italiana. Nato a Torino nel 1962 e poi cresciuto in Valle d’Aosta, per anni condusse una vita apparentemente normale: lavoro, matrimonio, famiglia, una quotidianità di provincia che nascondeva invece una violenza profonda e ripetuta.

La sua vicenda giudiziaria riguarda quattro omicidi commessi tra il 1980 e il 1995 e il tentato omicidio di una quinta donna. Le vittime furono un commerciante di Aosta e tre donne. Il caso emerse davvero solo a metà degli anni Novanta, quando la scomparsa di Albana Dakovi portò gli investigatori fino a lui.

Andrea Matteucci primo delitto e gli omicidi degli anni Novanta

Il primo omicidio risale alla notte del 30 aprile 1980. La vittima era Domenico Raso, commerciante ortofrutticolo di Aosta, ucciso tra le rovine del Teatro Romano. Quel delitto rimase a lungo senza un responsabile certo e Matteucci riuscì a proseguire la propria vita senza essere collegato all’omicidio.

Polizia
Polizia – newsmondo.it

Negli anni Novanta la violenza tornò a esplodere. Nel 1992 fu uccisa Daniela Zago, trentenne torinese. Nel 1994 toccò a Clara Omarei Bee, giovane donna di origine nigeriana. Nel 1995 sparì Albana Dakovi, ventenne albanese. Le ricostruzioni giudiziarie hanno descritto omicidi brutali, seguiti dal tentativo di cancellare le tracce attraverso lo smembramento e la distruzione dei corpi.

Un ruolo decisivo lo ebbe anche Lucy Omon, una donna riuscita a sfuggire a un’aggressione. La sua testimonianza e gli elementi raccolti dopo la scomparsa di Albana Dakovi portarono gli investigatori a stringere il cerchio intorno a Matteucci.

L’arresto, la condanna e il ritorno in libertà

Matteucci venne arrestato nel giugno 1995. In un primo momento negò, poi confessò gli omicidi, salvo ritrattare successivamente. Durante il processo fu dichiarato seminfermo di mente. In primo grado venne condannato per il solo omicidio di Albana Dakovi, ma in appello la sua responsabilità fu estesa a tutti e quattro gli omicidi.

Nel 1998 la condanna divenne definitiva: 30 anni di carcere per l’uccisione di un commerciante e di tre prostitute, oltre al tentato omicidio di una quarta ragazza. Dopo la detenzione e il periodo in ospedale psichiatrico giudiziario, Matteucci tornò in libertà nel 2017, venendo poi seguito in strutture sanitarie psichiatriche.

Nel 2022 il suo nome tornò nelle cronache per l’incontro con il figlio, dopo molti anni di lontananza. Ma la storia di Andrea Matteucci resta soprattutto quella di una doppia vita: da un lato l’uomo tranquillo e conosciuto in paese, dall’altro il serial killer che per quindici anni lasciò dietro di sé una scia di morte nella Valle d’Aosta.

Leggi anche
Strage dell’Italicus: cosa accadde il 4 agosto 1974 sul treno Roma-Monaco

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2026 18:07

Strage dell’Italicus: cosa accadde il 4 agosto 1974 sul treno Roma-Monaco

nl pixel